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Apnea - Misurare il limite ed i prodromi di un cambio di direzione

Diego Canali

ἄπνοια (àpnoia),

assenza di vento, Hp.Epid.3.2.2. 

mancanza di vento, calma, Arist.Pr.944b12, Plb.34.11.19 (v.l.); mancanza di vento, desiderio di vento, Thphr.CP 2.7.5; shelter from wind, Arist.GA785a29.3. 

assenza di respirazione, Gal.7.959.

LSJ p. 191

 

 

1.La parola apnea deriva dal greco ἄπνοια (àpnoia), una parola composta da ἁ- privativo “assenza di…”, e πνέω “soffiare, respirare”. Indica originariamente l’“assenza di vento” e solo in seguito comincia ad indicare anche l’apnea intesa come “assenza di respiro”. In greco il soffio del vento è diventato metafora, e si è fatto respiro.

Solitamente le prime immagini che si associano all’apnea sono situazioni di pericolo, rischio, panico. Quei momenti in cui l’assenza di respirazione è associata alla mancanza di ossigeno, che toglie la vita. Una situazione di soffocamento, in cui si sperimenta l’incontro con il limite. Metaforicamente, l’idea di apnea può rimandare a quelle situazioni in cui ci si sente soffocare dalle cose che ci stanno strette, dalle persone, dalle occasioni. Quelle situazioni in cui non c’è alternativa: liberarsi o soffocare.

Tra gli scenari associati all’assenza di respiro ce ne sono anche di meno agghiaccianti. Nel  respiro, ad esempio, ci sono fasi d’apnea che fanno parte di un ciclo naturale. Inspiro… 1… 2… 3… 4… Trattengo… 1… 2… 3… 4… Espiro… 1… 2… 3… 4… Trattengo… 1… 2… 3… 4… In alcuni tipi di respirazione controllata, l’apnea è una fase fondamentale della riconnessione con il respiro. Anche nella respirazione inconscia quotidiana, se pur brevissima e passata inosservata, è presente, nel passaggio di mano tra il flusso verso dentro, e quello verso fuori. Quasi come una pausa breve a segnare il passo, il punto di frizione tra due movimenti di senso uguale e contrario. In questo senso, l’apnea, per quanto auspicabilmente temporanea, altro non è che una fase propedeutica all’inizio del secondo momento del movimento ciclico e continuo della respirazione. Anche in questo caso, però, perché l’ingranaggio non si inceppi, perché la vita non venga meno, il movimento deve essere ben oleato, fluido, continuo e circolare: se l’apnea non si sblocca, il respiro si ferma.

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